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Andrea Venzon parla del suo nuovo movimento globale, NOW!

[ITA] L'italiano meno che trentenne ha promosso un nuovo movimento che aspira a essere globale, questa volta, e vuole lavorare per trovare soluzioni condivise alle più grandi sfide dell’umanità.

Leggi qui il testo dell'articolo, o segui questo link per leggere l'articolo originale sul sito di Wired.


Il suo nome non vi sarà nuovo perché Andrea Venzon è uno dei fondatori di Volt, il partito pan-europeo che si è presentato in diversi Paesi alle europee di maggio ed è riuscito, dopo soli due anni dalla sua nascita, a mandare a Bruxelles un suo membro e a far eleggere altri membri nelle elezioni locali in tutto il continente.

Dopo aver girato tutta Europa in vista delle europee, Venzon ha lasciato la sua posizione di presidente di Volt, che ha eletto poche settimane fa un nuovo direttivo. Tuttavia, invece di riposarsi, il men che trentenne Venzon, assieme all’altra co-founder di Volt, la francese venticinquenne Colombe Cahen-Salvador, è già pronto per una nuova sfida, ancora più impegnativa, anticipata in un editoriale sull’Economist.

I due stanno lavorando per il lancio ufficiale di Now!, un nuovo movimento che aspira a essere globale, questa volta, e vuole lavorare per trovare soluzioni condivise alle più grandi sfide che l’umanità è chiamata ad affrontare.

Perché hai sentito l’esigenza di lavorare ad un nuovo progetto? 

“Dopo le Europee io e Colombe abbiamo pensato che alcuni dei temi con un maggior impatto per l’umanità superavano i confini europei. Penso al clima, le migrazioni, la tassazione dei giganti digitali. Da un lato neanche l’Europa può trovare da sola la risposta, dall’altro manca ai cittadini uno strumento per far sentire la propria voce a livello globale. Quello che abbiamo visto nel tempo è che anche laddove il web ha permesso alle persone di unirsi sotto una causa comune, quell’esplosione di energia ed entusiasmo non si sono tradotti in cambiamenti normativi e quindi per la società. Now ha quindi l’ambizione di creare una rete che possa avere una voce su questi temi e mandare un messaggio unitario a governi e imprese”.

Now è la versione globale di Volt?

“Now sarà un movimento, qualcosa di diverso da un partito. Un partito ha scopi differenti, prima di tutto deve cercare di essere eletto e molte energie confluiscono in quello sforzo. Per ottenere voti un partito cerca una soluzione che lo distingua dagli altri. Noi vogliamo trattare temi che interessano tutti, e per questo dobbiamo lavorare per unire e non per dividere. Inoltre in molti paesi nel mondo non esiste la democrazia, per questo lavorare lì da partito sarebbe impossibile. Come movimento invece si è più liberi di lavorare con diversi attori come governi, partiti, fondazioni, aziende e altre organizzazioni”.

Dici che volete trovare soluzioni comuni a problemi complessi. Tuttavia ogni problema ha risvolti diversi a ogni latitudine. Come pensate di trovare soluzioni che vadano bene ovunque?

“I governi e le aziende hanno spesso interessi diversi ma le persone invece vogliono cose simili. Lavorare coi cittadini permette di trovare un accordo più facilmente. Ora stiamo raccogliendo proposte per capire quelle che possano essere più condivise a livello globale. 

Se prendiamo la carbon tax, è vero che i governi dei paesi in via di sviluppo sono quelli che potrebbero opporsi per poter produrre senza limiti, ma è altrettanto vero che i loro cittadini sono quelli che più soffrono le conseguenze dell’inquinamento. 

Al momento comunque siamo ancora in fase di studio e andremo molto piano nel rilasciare le nostre proposte, vogliamo andare in profondità prima, studiare bene tutte le angolature di un problema. Dopo la fase di studio, proporremo un paio di legislazioni che possano funzionare a livello globale. Ocse ad esempio al momento sta lavorando su una proposta di digital service tax. Se proposte avanzate da terzi ci piaceranno le appoggeremo apertamente altrimenti ne faremo di nuove”.

Come pensate di agire in concreto?

“Individuati i temi, useremo la nostra precedente esperienza per portare avanti le idee di Now. Faremo referendum, petizioni così come potremmo appoggiare apertamente dei candidati che sposino le nostre proposte. 

Entro la fine del 2020 contiamo di avere una solida rete di volontari e una squadra di esperti su temi precisi che sia pronta a proporre delle idee. Una volta lanciate le nostre idee, inizieremo delle campagne di awareness sul tema per raccogliere il riscontro dei cittadini. A quel punto inizieremo a scrivere delle proposte che comunicheremo con campagne ad hoc.

Avete già in mente qualcosa?

“Tra i primi temi su cui vorremmo lavorare ci sono diritti delle donne, giustizia fiscale e cambiamento climatico. L’idea è di fare tre campagne su tre legislazioni in tre diverse parti del mondo”.

A proposito di campagne, cosa pensi del dibattito sulla pubblicità politica sui social?

“Comprendo la ragione di voler limitare le interferenze di fake news provenienti da paesi stranieri ma per la mia esperienza in Volt, un partito pan-europeo, questi limiti sono stati molto fastidiosi. In Europa ad esempio non si potevano fare campagne fuori dal proprio Paese in un altro stato europeo. Senza dubbio poteva essere gestita meglio la cosa. Occorrerebbe che gli stati e la Ue si dotassero di una legislazione, non possono continuare a sperare che le aziende private facciano la scelta giusta nel regolare il fenomeno. Ci vogliono regole certe e chiare in democrazia”.

Che tipo di riscontro state avendo? Come vi finanziate?

“In meno di un mese abbiamo già diverse migliaia di sostenitori provenienti da decine di paesi in ogni continente. Il finanziamento avviene tramite le donazioni del crowdfunding che abbiamo pre-lanciato tre settimane fa sul sito di Now. Abbiamo superato prima del tempo i 20mila euro che ci eravamo prefissati, perciò ora puntiamo ai 30mila. Questi primi fondi serviranno a coprire le spese vive come il co-working dove lavoriamo qui a Bruxelles, i server su cui gira il sito e una serie di tool necessari a gestire la comunicazione interna ed esterna, e serviranno a formare un primo team stabile composto di altre due persone oltre a me e Colombe. Non escludiamo in futuro uno spostamento a New York qualora fosse fattibile”. 

Quando partite ufficialmente?

“Primo gennaio 2020: un nuovo movimento per il nuovo decennio!”.

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